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Nuove sfide di politica di sicurezza
Negli ultimi 15 anni, il paesaggio a livello di politica di sicurezza si è profondamente modificato; si è passati dalle tradizionali minacce sotto forma di guerre tra Stati a rischi diffusi e a pericoli di natura (per lo più) non militare. In sé molte di queste sfide non sono nuove, ma dalla fine della Guerra fredda esse godono di maggiore attenzione. Vengono accentuate dalla globalizzazione e collegate tra di loro.
Terrorismo invece di guerre classiche
Eserciti di Stati nemici che si affrontano in guerra hanno perso d’importanza. Oggi la minaccia contro Stati tecnologicamente superiori dal punto di vista militare e nei confronti del sistema di valori occidentali proviene da gruppi di terroristi fondamentalisti. Con gli attentati dell’11.09.2001 il terrorismo - almeno nell’ottica occidentale – ha raggiunto una nuova dimensione. La struttura ramificata dei gruppi di terroristi internazionali – dalle forme organizzative difficilmente riconoscibili e penetrabili – rappresenta una grande sfida.
Commercio illegale di armi e proliferazione di armi di distruzione di massa
Dopo la fine della Guerra fredda e il collasso dell’Unione sovietica, un gran numero di armi convenzionali si è ritrovata in circolazione finendo in nuove zone di conflitto nei Balcani, in Medio Oriente e in Africa. Gruppi di terroristi e di criminali sono coinvolti nel traffico illegale di armi e cercano di impadronirsi di armi di distruzione di massa, rispettivamente delle sostanze utilizzate per fabbricarle.
Demografia e migrazione
Secondo stime, entro il 2015 la popolazione mondiale dovrebbe salire di 1.2 mia. di persone per raggiungere i 7.3 mia. Geograficamente tale incremento riguarderà per il 95% gli Stati dell’Asia, dell’Africa, del Vicino e Medio Oriente e dell’America latina. Possiamo aspettarci una migrazione causata dall’assenza di prospettive. Contemporaneamente, il numero di persone che vive negli Stati industrializzati diminuisce. Qui l’immigrazione per motivi economici sarà auspicabile. La migrazione può sfociare in conflitti e problemi sociali, culturali, linguistici e religiosi.
Economia, globalizzazione e tecnologia dell’informazione (IT)
Gli economisti sostengono che nel 2015 ci sarà più benessere nel mondo. Ma gli Stati in via di sviluppo non ne approfitteranno. Lo sviluppo tecnologico non farà che approfondire il fossato tra ricchi e poveri. I gruppi fondamentalisti guadagneranno in influenza. La ricerca non ha ancora risposte certe circa i rischi dal punto di vista della sicurezza legati allo sviluppo ulteriore di Internet.
Ecologia
L’incremento del benessere e il mantenimento della basi naturali della vita sono sempre più in contrasto.
Il nostro modo di comportarci con i rifiuti, l’aria, l’acqua, lo sfruttamento intensivo dei campi e dei mari portano a breve termine a vantaggi economici, ma causano anche la distruzione graduale delle basi biologiche della vita.
Energia
La dipendenza crescente dei paesi industrializzati da energie fossili (petrolio e gas) rappresenta un altro fattore di rischio per la sicurezza. Secondo stime americane, nei prossimi 10 anni i bisogni di petrolio raddoppieranno.
Infrastrutture critiche
Accanto all’energia, anche le infrastrutture di trasporto e comunicazione sono di centrale importanza. L’incremento dei collegamenti tra le diverse infrastrutture e il contemporaneo smantellamento dei doppioni crea vulnerabilità pericolose con conseguenze a livello sociale e di sicurezza.
Ricerca
Le nanotecnologie, la tecnologia genetica, l’intelligenza artificiale e la robotica aprono possibilità inimmaginabili, ma sono anche fonte di rischi per la sicurezza. Si va verso la creazione di computer un milione di volte più performanti rispetto agli attuali PC. Accanto a tutti i vantaggi, tale evoluzione racchiude in sé anche il pericolo di un uso abusivo.
